
Hai un prodotto valido, poche risorse e la sensazione che un buon video farebbe la differenza. Non serve un set hollywoodiano: con un metodo chiaro e qualche scelta tecnica sensata, puoi lanciare una mini‑campagna efficace in una settimana, restando sotto i 1.000 euro. Qui trovi un percorso pratico, giorno per giorno, con accorgimenti che normalmente si imparano dopo vari progetti (e qualche errore).
Il punto di partenza: una promessa e un’azione
Prima di ogni ripresa, definisci due cose: la promessa in una frase e l’azione che vuoi dal pubblico. Esempi:
- Promessa: “La borraccia che mantiene il ghiaccio per 24 ore”.
- Azione: “Provala con il 10% di sconto entro domenica”.
Tutto – immagini, ritmo, musica, call to action – dovrà sostenere queste due scelte. Quando il messaggio è nitido, il montaggio scorre e i tagli funzionano anche senza effetti speciali.
Il piano in 7 giorni
Giorno 1 – Ricerca e moodboard (3 ore)
Analizza tre concorrenti e due brand di altri settori con pubblico simile. Annota cosa fa trattenere lo sguardo nei primi tre secondi (taglio su movimento? testo in sovraimpressione? primo piano di mani?). Raccogli 5‑7 esempi in un moodboard con screenshot e brevi note su luci, palette colore, ritmo. Un riferimento utile: osserva come i piccoli studi raccontano un prodotto con poche inquadrature ben pensate; guarda portfolio compatti come Rabbit Reel per capire quali transizioni, inquadrature e palette risultano leggibili e coerenti anche senza grandi budget.
Giorno 2 – Soggetto, script e shot list (4 ore)
Scrivi uno script in tre blocchi: hook (0‑3 s), prova/beneficio (4‑15 s), call to action (16‑20 s). Tieni frasi brevi, verbi attivi, niente gergo tecnico non necessario. Poi traduci lo script in una shot list minimale:
- Wide di contesto per “dove siamo”.
- Medium con il prodotto in uso.
- Close‑up su dettagli e mani.
- Cutaway/B‑roll per coprire tagli e dare ritmo.
Segna accanto a ogni shot la funzione (“hook”, “beneficio”, “CTA”), la durata stimata e l’accessorio necessario. Se serve una location, scegli un ambiente con luce naturale ampia e colori neutri.
Giorno 3 – Attrezzatura minima e test (3 ore)
- Camera: smartphone recente, 4K 24/30 fps, profilo colore standard o log leggero se sai gestirlo.
- Audio: microfono lavalier cablato da 3,5 mm + adattatore, o registratore portatile economico. L’audio è il vero discriminante.
- Luci: una LED bianca 5600K con diffusore, oppure lampada da tavolo + carta da forno come diffusore; pannello riflettente (anche cartoncino bianco) lato opposto.
- Stabilizzazione: treppiede da tavolo o monopiede; per movimenti, carrello improvvisato con panno su superficie liscia.
Fai un test di 60 secondi: bilanciamento del bianco bloccato, esposizione fissa sul volto, controlla riflessi e ombre dure. Registra 10 secondi di “room tone” per eventuali coperture audio.
Giorno 4 – Riprese (4‑6 ore)
- Copertura: per ogni azione, gira wide‑medium‑close. Ti salverà in montaggio.
- 180° e linee oculari: mantieni la coerenza della linea d’azione per evitare disorientamento.
- Eye light: una piccola fonte a 45° sugli occhi dà vita ai primi piani.
- Audio: microfono a 15‑20 cm dalla bocca, clap per sincronizzare, ambienti morbidi (tende, tappeti).
- B‑roll utile: mani che aprono, avvitano, strofinano; particolari di materiali; micro‑movimenti per transizioni.
- Coverage per CTA: anche solo 3 varianti della stessa frase con intonazioni diverse.
Giorno 5 – Montaggio che trattiene (5 ore)
Struttura il master 16:9 (20‑25 secondi) e poi derivate 9:16 e 1:1. Suggerimenti che contano più di qualsiasi effetto:
- Hook immediato: inizia con l’azione nel frame 1. Niente loghi statici.
- J‑cut e L‑cut: fai partire l’audio del prossimo shot prima del video, o viceversa, per fluidità.
- Interruzione di pattern al secondo 6‑8: microsalto, cambio scala, dettaglio sonoro.
- Tipografia leggibile: sans serif netta, contrasto forte, zona sicura lontana dai bordi in 9:16.
- Color: piccola correzione primaria (bilanciamento, contrasto), poi un tocco di saturazione su colore chiave del brand. Evita LUT pesanti se non hai girato in log.
- Musica: licenza economica, 90‑110 BPM per ritmo moderato. Taglia sulla griglia o aggiungi whoosh/risers per enfatizzare i cambi.
- Sottotitoli: sempre. Il 70% vedrà il video senza audio.
Giorno 6 – Packaging per canali e pagina di atterraggio (3 ore)
- Formati: 9:16 per Reels/Stories/TikTok, 1:1 per feed, 16:9 per YouTube/landing.
- Miniature: frame con gesto in azione + testo massimo 3 parole.
- Copy: una riga di beneficio, bullet di prova/feature, CTA con urgenza reale.
- Coerenza: la pagina di atterraggio deve riprendere promessa, visual e linguaggio del video; inserisci sezioni brevi, prova sociale, FAQ concise.
- Tracciamento: UTM separati per formato e piattaforma; evento conversione chiaro.
Giorno 7 – Pubblicazione e misurazione (2‑3 ore)
Lancia in sequenza nelle prime 24 ore. Definisci una soglia di successo minima (es. 3% CTR o 30% di retention a 10s). Osserva:
- Hold rate primo 3s: se sotto il 40%, l’hook non funziona; cambia il primo frame, non tutto il video.
- Picchi e cali nel grafico di retention: taglia i segmenti in cui la curva scende, sposta la prova sociale prima.
- CTR: prova due versioni di thumbnail/titolo senza toccare il corpo del video.
- Costo per risultato: sposta budget dove la metrica è migliore, sospendi il resto dopo 48 ore.
Budget indicativo (≤ 1.000 €)
| Voce | Range | Nota pratica |
|---|---|---|
| Microfono lavalier + adattatore | 50–80 € | Priorità assoluta all’audio. |
| Luce LED + diffusore | 100–150 € | Meglio una luce buona che tre mediocri. |
| Supporti (treppiede, clamp) | 50–80 € | Stabilità > gimbal economici instabili. |
| Props e materiali di scena | 100–150 € | Texture e colore per il set. |
| Location | 0–200 € | Se possibile, luce naturale gratuita. |
| Talento/Voce | 150–250 € | Meglio 2 ore con un volto credibile. |
| Musica/licenze | 40–80 € | Evitare problemi di copyright. |
| Promozione iniziale | 150–200 € | Test A/B dei primi 3 secondi. |
| Extra/contingenze | 30–60 € | Cavi, gaffer tape, batterie. |
Errori frequenti (e come evitarli)
- Audio sporco: registra in ambienti “morbidi”, microfono vicino, controlla rumori continui (frigo, ventole).
- Luce mista: scegli una temperatura e spegni il resto; bilanciamento del bianco fisso.
- Script prolisso: leggi ad alta voce; se non sta in 20 secondi, taglia aggettivi e subordinate.
- Troppi formati subito: crea prima un master solido, poi adatta.
- Zero prova sociale: inserisci un numero, una recensione breve o un “prima/dopo” misurabile.
- Diritti ignorati: musica e font devono essere licenziati; liberatorie per volti riconoscibili.
- Nessun piano di file: cartelle chiare (01_Raw, 02_Audio, 03_Exports), naming con data e versione.
Checklist di partenza rapida
- Promessa e CTA in una riga ciascuna.
- Shot list con funzione per clip (hook/beneficio/CTA).
- Audio testato, luce coerente, esposizione bloccata.
- 3 varianti di apertura, 2 di CTA.
- Sottotitoli e formati 9:16 / 1:1 / 16:9 esportati.
- UTM impostati, KPI soglia definiti.
Conclusione
Una mini‑campagna video efficace non nasce da effetti vistosi ma da scelte semplici ben eseguite: messaggio chiaro, audio pulito, luce controllata, montaggio orientato alla retention e coerenza tra video e pagina di atterraggio. Dedica sette giorni a questo processo, misura senza innamorarti della prima versione e ritocca l’apertura finché non trattiene. Con questa disciplina, il budget ridotto smette di essere un freno e diventa un vantaggio: ti obbliga a essere preciso, rapido e focalizzato su ciò che davvero fa dire “voglio provarlo”.



